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La «Parte primera» di Lope1

Maria Grazia Profeti


Università di Firenze



0. I problemi che la cosiddetta Parte primera di Lope pone sono molteplici, a cominciare dalla data della princeps2, e dall'identità del misterioso «raccoglitore», Bernardo Grassa, che ha legato indissolubilmente il suo nome alle fortune dell'editoria teatrale in Spagna. E' inoltre urgente mettere a fuoco la letteratura critica, estesa ma non sempre oculata; ed aggiornare gli esemplari su cui possiamo contare3. Credo quindi utile una ordinata raccolta dei dati in nostro possesso, ed una riflessione su di essi, atta a chiarire una parte dei misteri che la Parte propone4. Avverto che non ho visto tutti gli esemplari esistenti: molti di quelli presenti nelle biblioteche tedesche, inglesi, e perfino italiane rimangono affidati ad un secondo e successivo controllo; ma bisogna pur resistere alla tentazione luciferina di raccogliere completamente «ciò che per l'universo si squaderna».

1. Forse per chi sappia leggerle le schede seguenti già appaiono chiarissime. Tuttavia richiamerò l'attenzione su alcuni elementi, ed argomenterò di conseguenza. Andiamo dunque con ordine.

Innanzitutto: allo stato attuale della documentazione va considerata princeps la edizione di Zaragoza, Tavanno, 1603-1604 (colophon e preliminari della fine del 1603, da Ottobre a Novembre, frontespizio dell'anno seguente). Dai preliminari si desume che Lope è già conosciutissimo, e che le commedie godono di grande voga; la stampa si propone come sostituto della rappresentazione, e si indirizza ai fruitori che non ne possono godere. Se le commedie saranno ben accette si promette un secondo volume, non solo di Lope, ma di altri autori, i «más graves que en esta materia han escrito». Le commedie sono accompagnate dalle loro loas, ma non da entremeses; ed è molto dubbio che questi testi minori si debbano a Lope stesso.

L'edizione presenta caratteristiche destinate a diventare inconsuete: è divisa ad esempio in due parti di sei commedie l'una; ma la particolarità non meraviglia, se si pensa ad una stampa immediatamente anteriore, le Seis comedias de Lope de Vega y otros autores, Madrid-Lisboa 16035, dove i testi raccolti sono appunto una mezza dozzina. L'anno dopo, nel Peregrino en su patria (1604), Lope farà riferimento a questa parte, denunciando il tentativo di pubblicare i suoi testi letterari fuori del suo diretto controllo. Battaglia lunga, quella di Lope, che egli potrà vincere solo nel 1617, quando appare la Parte IX6. Ma allora, e già da tempo, le sillogi riunivano abitualmente una dozzina giusta di commedie.

In nessuno degli esemplari che io conosco si dice che l'edizione di Zaragoza, Tavanno, 1603-1604 sia preceduta da una di Valencia; che è invece menzionata in Valladolid, Sánchez-Pérez, 1604. Quest'ultima sostituisce il Prólogo al lector con un indirizzo di Alonso Pérez; i preliminari sono di metà anno. La Aprobación di Juan Gracián Dantisco dichiara che le commedie «han sido impressas en Valencia»; asserzione indubbiamente misteriosa: si dovrà ipotizzare una stampa perduta di Valencia 1604, come suppone il Salvá? Io tuttavia credo che non si possa escludere il riferimento alla stampa in allestimento in quella città, poi pubblicata nel 1605; oppure che si tratti di un vero e proprio errore di trascrizione di Gracián Dantisco. Alonso Pérez comunque pubblica a tempo di record la sua edizione: certo l'operazione che Tavanno aveva tentato indicava un interesse del mercato, e l'accorto Pérez pare deciso a sfruttarlo. Egli persegue, all'interno della povertà della stampa, una certa piacevolezza grafica, ed in effetti Valladolid 1604 si contraddistigue per la presenza di testate decorate con due grifoni, sostituiti da due grotteschi nelle succesive stampe vallisoletane.

Valladolid, Bostillo-Pérez, 1605A ripropone i preliminari di Valladolid, Sánchez-Pérez, 1604 e riproduce quindi la dedica di A. Pérez, editore delle due edizioni. Tuttavia nella emissione Valladolid 1605B questa dedica manca: poiché fin ora questa emissione è stata la più conosciuta e consultata, spesso si vede ripetere la falsa informazione di una dissimiglianza di questi preliminari rispetto alla anteriore stampa di Valladolid 1604: il busillis viene dunque risolto tenendo presente il panorama di tutte le emissioni. Nelle due emissioni ritorna il riferimento alla stampa di Valencia, che figurava in Valladolid 1604; ma nonostante che fosse ormai già apparsa la Valencia 1605, con il suo peculio di cinque entremeses, Valladolid 1605 non li raccoglie. Il riferimento va consi'derato dunque derivato inerzialmente dalla precedente Valladolid 1604.

[Lisboa], Rodríguez-López, 1605 deriva da Zaragoza 1603-1604, e ne riproduce il Prólogo al lector, stampa molto corrotta, vi manca addirittura una commedia: El perseguido.

Anche Valencia 1605 deriva da Zaragoza 1603-1604, di cui non solo riproduce il Prólogo, ma calca perfino la divisione in due parti, invertite rispetto alla disposizione della princeps. Stampa povera e sciatta, con stati diversi, priva di indice, il che fa prevedere diverse possibilità di assemblaggio.

Amberes 1607 discende da Valladolid 1605A, secondo lo stato della Mazarine-Bologna, e conserva quindi la dedica di A. Pérez. Questa edizione sarà calcata da Milano, Bidelli, 1619, che la riproduce nella disposizione tipografica, compresi i corpi minori alle pp. 170 e 171, e nell'errore di stampa «Rodrigof» che compare alla p. 372. Il corpo è tuttavia ricomposto: le principali varianti tra le due edizioni appaiono alle pp. 21, 131, 167, 168, 266, 372.

Valladolid 1609 raccoglie gli entremeses di Valencia 1605 e ne aggiunge altri sette. Non frutti di Lope, con ogni probabilità; ma comunque reperti interessantissimi, considerata la data in cui sono raccolti, che li rende tra i più antichi testi dì teatro breve a noi tramandati. Valladolid 1609 presenta addirittura tre emissioni: il frontespizio ed i preliminari di A e B sono uguali, i corpi diversi (le differenze più rilevanti si riscontrano ai ff. 69r, 91r, 117r, 198r, 225v, 249v, 333r, ecc.). La emissione C, infine, dietro un frontespizio e preliminari ricomposti, presenta il corpo della B.

Zaragoza 1626 propone a venti anni di distanza i preliminari di Zaragoza 1603-1504, con il Prólogo al lector, ma semina poi il testo di errori e sviste. Che derivi da questo antico testo lo dimostra anche il fatto che ignora gli entremeses delle ultime stampe vallisoletane. L'industria editoriale cerca ormai altre forme dì penetrazione, e l'assetto tipografico, con la possibilità di smembrare il volume e di venderlo sotto forma di sueltas, ci attesta queste strategie. Il lacerto del Testimonio vengado presente nell'esemplare di Firenze, la cui provenienza rimane oscura, documenta altresì la presenza di Parti a tutt'oggi sconosciute, e reperti e frammenti analoghi figuravano anche in appendice ai miei Diferentes autores.

In questo panorama non meravigliano coacervi come la falsa edizione di Madrid 1621, esempio di trovarobato uso ad assemblare frammenti e lacerti dietro frontespizi confezionati nel sec. XVIII.

Né meravigliano edizioni fantasma, come quella Milano 1617, menzionata da Toda, che però la cita di seconda mano da Brunet, a sua volta debitore dell'informazione a un catalogo di libri in vendita, non del tutto affidabile. Segnalazioni di questo tipo, di seconda o terza mano, vengono poi raccolte in regesti successivi in forma indiscriminata. Esiziale a questo riguardo il catalogo Palau, le cui pp. 431-433 si possono consultare come coacervo di materiali, non solo lacunoso, ma errato7.

Qui si nota che le Aprobaciones di Zaragoza 1603-04 sono del 1603, ma poi si ipotizza che il colophon «puede que sea servil copia del colofón de la desaparecida de Valencia», e così una edizione solo supposta diventa «desaparecida»... Nella Valladolid, Sánchez-Pérez 1604 sarebbero presenti 12 entremeses (vengono elencati i dodici di Valladolid 1609). Naturalmente si giura sulla Madrid 1604, che io credo vada considerata edizione fantasma: La Barrera desume l'informazione dal catalogo della Biblioteca Labouchère, ma nessuno l'ha mai schedata direttamente.

Per la Amberes 1607 Palau dichiara «A veces aparece con la portada de 1611 para unirla a la 2a parte de Id., Bellero, 1611». Anche qui la fonte sono bollettini di librai, molto poco affidabili. Peeters-Fontainas cercava di rendersi ragione di questa affermazione: «Palau cite une édition de Nutius, 1611, dont nous ne connaissons aucun exemplaire; si elle existe, il s'agit sans doute de notre édition de 1607, avec un titre rejeauni, pour compléter la deuxiè me partie éditée chez Bellère». Egli conosceva gli esemplari oggi ad Anversa, quelli di Bruxelles, di Cambridge, Toronto ed uno in suo possesso; ad essi si aggiungano quelli che ho potuto controllare io: per ora la stampa «ringiovanita» del 1611 resta una ipotesi da provare.

Palau nota poi la presenza della emissione Valladolid 1609C, ma fantasiosamente assevera «enteramente igual, pero de distinta composición tipográfica y probablemente hecha algunos años después». Per fortuna fa giustizia sommaria della informazione di un altro libraio, passata poi a Brunet, circa una edizione Milano 1617; e di una Zaragoza 1624.

Riassumendo dunque il quadro delle stampe, e limitandomi, è ovvio, a quelle che ho potuto vedere direttamente, come schema di tramissione dei materiali propongo:

schema

2. Ed ora alcune osservazioni sul livello della critica testuale. Come rami bassi della tradizione, e soprattutto come copie meccaniche, Lisboa 1605, Amberes 1607, Milano 1619, Zaragoza 1626 non hanno valore stemmatico. Se esistono meliores in questi rami bassi esse sono meramente congetturali e quindi possono avere un certo interesse come prova di intuizione dei compositori; ma certo non per la ricostruzione archetipica8.

I giochi testuali si verificano tra Zaragoza 1603-04 e gli eventuali ms., come attestano le edizioni di Bastianelli e Presotto, e quella del Cerco de Santa Fe, in stampa a cura di Antonella Gallo. Noterò che molti ms. di commedie della Parte primera appaiono nella collezione di Palacio segnalata da Stefano Arata9: ed esattamente -oltre Los donaires de Matico e la amistad pagada- El hijo de Reduán, El Molino, El nacimiento de Ursón y Valentín. Ma delle caratteristiche complessive di questo corpus di manoscritti palatino anche nei suoi rapporti con la Parte non ci si è ancora occupati, e si dovrà starcene all'analisi di Presotto, o alle opposte soluzioni di Bastianelli.

Un altro avvertimento: Valladolid 1604 segna un diverso ramo testuale, e molte delle varianti saranno da considerare sua peculiarità innovativa. Ma credo che alcune possano essere derivate da uno stato di Zaragoza 1603-04 che oggi non conosciamo, ma che lascia riflessi anche in Zaragoza 1626. Mi pare l'unica ipotesi plausibile, perchè una derivazione di questa tarda stampa dal ramo di Valladolid appare per altri versi insostenibile10.

Ovviamente, essendo stampati fuori del controllo di Lope, i testi della Parte primera sono comunque poco affidabili, e sempre da discutere e controllare con i ms. coevi, anche di copia. Quello che è sommamente interessante è invece il tipo di commedia che la Parte raccoglie, che spesso attesta il teatro del primo Lope; è quindi particolarmente interessante che vi compaiano commedie destinate a rappresentazioni palatine come El casamiento en la muerte; di argomento storico come El Rey Bamba, novellesche come El perseguido, o d'intreccio come La escolástica celosa. Un vero e proprio campionario, forse raccolto in maniera casuale e fortunosa, ma che varrebbe la pena di studiare sistematicamente. E' l'augurio doveroso che chiude questa prima raccolta di materiali.






Chiave dei cataloghi menzionati

  • Brunet: C. Brunet, Manuel du libraire et de l'amateur de livres, Parigi 1860-1880, 5. ed., 6 voll. + 2 di supplemento.
  • Cotarelo, NAC: E. Cotarelo y Mori, Prólogo alle Obras de Lope de Vega, Nueva ed. RAE, I-VIII, XII-XIII, Madrid, 1916-1930.
  • Exposición de Lope de Vega: Catálogo de la exposición bibliográfica de Lope de Vega, organizada por la Biblioteca Nacional, Madrid 1935.
  • Garbayo-Morales: J. Moreno Garbayo - C. Morales Barrero, Obras de Lope de Vega en la Biblioteca de Palacio, in «Revista de Archivos, Bibliotecas y Museos», LXX. (1962), pp. 339-392.
  • La Barrera: C. de la Barrera y Leirado, Catálogo bibliográfico y biográfico del teatro antiguo español, Madrid, 1860.
  • Palau y Dulcet: A. Palau y Dulcet, Manual del librero hispano-americano, Barcelona 1948-1971, 23 voll.
  • Pedraza Jiménez, Rimas C: L. de Vega, Rimas, Edición crítica y anotada de F. B. Pedraza Jiménez, 2 voll., Universidad de Castilla-La Mancha, 1993-1994.
  • Peeters Fontainas: J. Peeters Fontainas, Bibliographie des impressions espagnoles des Pays-Bas méridionaux, Bruxelles, 1965.
  • Penney: C. L. Penney, List of Books printed 1601-1700 in the Library of the Hispanic Society of America, New York, 1938.
  • Pérez y Pérez: M. C. Pérez y Pérez, Bibliografía del teatro de Lope de Vega, in «Cuadernos Bibliográficos», XXIX, Madrid, 1973.
  • rofeti, La collezione: M. G. Profeti, La collezione «Diferentes autores», Edition Reichenberger, Kassel, 1988.
  • Rennert, Bibliography: H.A. Rennert, Bibliography of the dramatic Works of Lope de Vega Carpio, in «Revue Hispanique», XXXIII (1915), pp. 1-284.
  • Rennert-Castro, Vida de Lope: A. Castro - H. A. Rennert, Vida de Lope de Vega (adiciones de F. Lázaro), Salamanca, 1969.
  • Restori, Lope de Vega: A. Restori, Una collezione di commedie di Lope de Vega, Livorno, 1981.
  • Restori, Saggi: A. Restori, Saggi di bibliografia teatrale spagnola, Genève, 1927.
  • Ruiz Morcuende, NAc: F. Ruiz Morcuende, Prólogo alle Obras de Lope de Vega, Nueva ed. RAE, X, Madrid 1930.
  • Salva: P. Salvá y Mallén, Catálogo de la biblioteca de Salvá, Valencia, 1872, 2 voll.
  • Scarfe: B. Scarfe, 17th to 19th century editions of Spanish Drama: a personal Collection, in «Bulletin of the Comediantes», 29 (1977), pp. 126-135.
  • Soave: V. Soave, Il fondo antico spagnolo della Biblioteca Estense di Modena, Edition Reichenberger, Kassel, 1985.
  • Tiemann: H. Tiemann, Lope de Vega in Deutschland, Hamburg, 1939.
  • Toda: E. Toda y Güell, Bibliografia espanyola d'Itàlia dels orígens de la imprempta fins a l'any 1900, Barcelona, 1927-1934.
  • Vindel, Manual: F. Vindel, Manual gráfico-descriptivo del bibliógrafo hispano-americano, Barcelona, 1930-34, 12 voll.



Chiave delle biblioteche citate

Un asterisco distingue le biblioteche i cui esemplari sono stati direttamente descritti.

  • ALESSANDRINA: Biblioteca Alessandrina, Roma.
  • AMBROSIANA: Biblioteca Ambrosiana, Milano.
  • AMBURGO: Bibliothek der Hansenstadt Hamburg, Hamburg.
  • ANVERSA: Biblioteca Municipale, Anversa.
  • ARIOSTEA: Biblioteca Ariostea, Ferrara.
  • *ARSENAL: Bibliothèque de l'Arsenal, Paris.
  • AYUNTAMIENTO VAL.: Biblioteca del Ayuntamiento, Valencia.
  • BASSANO: Biblioteca Comunale, Bassano.
  • BERGAMO: Biblioteca Civica Angelo Maj, Bergamo.
  • BERLINO-UNIV.: Universitätsbibliothek, Berlin.
  • BERLINO O: Deutsche Staatsbibliothek, Berlin Ost.
  • BERLINO W: Stiftung Preussischer Kulturbesitz, Berlin West.
  • *BOLOGNA: Biblioteca dell'Università, Bologna.
  • BONN: Universitätsbibliothek, Bonn.
  • BOSTON: Public Library, Boston.
  • BRERA: Biblioteca Nazionale dell'Accademia di Brera, Milano.
  • *BRESCIA: Biblioteca Civica Queriniana, Brescia.
  • BRESLAU: Staats- und Universitätsbibliothek, Breslau.
  • BRITISH MUSEUM: Biblioteca del British Museum, Londra.
  • BRUXELLES: Bibliothèque Royale de Belgique, Bruxelles.
  • CAMBRIDGE: University Library, Cambridge.
  • *CASANATENSE: Biblioteca Casanatense, Roma.
  • *CATALUNYA: Biblioteca de Catalunya, Barcelona.
  • COLONIA: Universitäts-und Stadtbibliothek. Köln.
  • COUSIN: Biblioteca Victor Cousin, La Sorbonne, Paris.
  • DRESDA: Sächsische Landesbibliothek, Dresden.
  • DUSSELDORF: Landes- und Stadtbibliothek, Düsseldorf.
  • ESTENSE: Biblioteca Estense, Modena.
  • *FIRENZE: Biblioteca Nazionale, Firenze.
  • FRANCOFORTE: Bibliothek für Neuere Sprachen und Musik, Frankfurt a. M.
  • FRIBURGO: Universitätsbibliothek, Freiburg im Breisgau.
  • GOTHA: Herzogliche Bibliothek, Gotha.
  • GOTTINGA: Universitätsbibliotek, Gottinga.
  • HISPANIC SOCIETY: Library of the Hispanic Society of America, New York.
  • *INSTITUT DEL TEATRE: Biblioteca de l'Institut del Teatre, Barcelona.
  • KARLSRUHE: Badische Landesbibliothek, Karlsruhe.
  • *LAZARO GALDIANO: Biblioteca del Museo Lázaro Galdiano, Madrid.
  • *LINCEI: Biblioteca dell'Accademia dei Lincei, Roma.
  • LIONE: Bibliothèque Municipale, Lyon.
  • LISBOA: Biblioteca Nazionale, Lisbona.
  • MANNHEIM: Städtische Schlossbibliothek, Mannheim.
  • MARCIANA: Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia.
  • *MARUCELLIANA: Biblioteca Marucelliana, Firenze.
  • MASAVEU: Biblioteca privata Pedro Masaveu, Oviedo.
  • *MAZARINE: Bibliothèque Mazarine, Paris.
  • MONACO: Bayerische Staatsbibliothek, Monaco.
  • *MUNICIPAL: Biblioteca Municipal, Madrid.
  • *NACIONAL: Biblioteca Nacional, Madrid.
  • *NOVACELLA: Biblioteca dell'Abbazia di Novacella, Bressanone.
  • OXFORD: Bodleian Library, Oxford.
  • *PALACIO: Biblioteca de Palacio, Madrid.
  • *PARIGI: Bibliothèque Nationale, Paris.
  • PARMA: Biblioteca Palatina, Parma.
  • PENNSYLVANIA: Biblioteca dell'Università di Pennsylvania, Philadelphia.
  • PLANTIN MORETUS: Bibliothèque du Musée Plantin Moretus, Anvers.
  • *REAL ACADEMIA: Biblioteca de la Real Academia, Madrid.
  • *RICCARDIANA: Biblioteca Ricardiana, Firenze.
  • *ROMA: Biblioteca Nazionale, Roma.
  • *SAINTE GENEVIEVE: Bibliothèque de Sainte Geneviève, Paris.
  • SALAMANCA: Biblioteca de la Universidad, Salamanca.
  • SALISBURGO: Öffentliche Studienbibliothek, Salzburg.
  • SANTANDER: Biblioteca Menéndez Pelayo, Santander.
  • *SORBONNE: Bibliothèque de l'Université de la Sorbonne, Paris.
  • *STOCCARDA: Württembergische Landesbibliothek, Stuttgart.
  • TOLEDO: Biblioteca Provincial, Toledo.
  • TORINO: Biblioteca Nazionale, Torino.
  • TORONTO: University of Toronto Library, Toronto.
  • *TUBINGA: Universitätsbibliothek, Tubingen.
  • VALENCIA: Biblioteca de la Universidad, Valencia.
  • VATICANA: Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma.
  • *VERSAILLES: Bibliothèque Municipale, Versailles.
  • VICENZA: Biblioteca Civica, Vicenza.
  • VIENNA: Österreichische Nationalbibliothek, Wien.
  • WEIMAR: Landesbibliothek, Weimar.
  • WOLFENBÜTTEL: Herzog-August-Bibliothek, Wolfenbüttel.


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